![]() | Track List: | |
| Nel sogno di Otfon Brunzig, consumatore di sonno - La (proverbiale) fine del cà de luzi - Il gesuita millantatore - Filastrocca dell'oracolo - La saga degli immaginari - Beatamente plagiati da superstizioni organizzate - Omaggio al dottor zoidberg - Drazil - Situazione angolare. | ||
| Formazione: | ||
| Laura Agostinelli - Voce; Giovanni Breccia - Sassofono tenore, phantom cabasa, cori; Danilo Orlandini - Tastiere, programmazioni, metallofono, cori, kazoo, chioppo; Riccardo Soleni - Basso, basso percussivo; Diego Vitaioli - Batteria, percussioni. | ||
| Prodotto da: Open Mind Anno: 2007, Lizard - Durata: |
| Argomenti correlati: RIO |
| Recensioni inserite: 1, vai alla recensione di: Geppo |
Orlandini pare personaggio irrequieto. Con le sue composizioni conduce i Garamond ad esprimersi su sentieri impervi ma con la grazia di chi può viaggiare su un cuscino d'aria.
Proietta in voli pindarici la duttile voce della Agostinelli, interseca il sax, le tastiere ed il violino come un fine cesellatore, il tutto in un crogiuolo musicale libero da ogni semplice schema. Il tramestio e l'ardimento sonoro più estremistico sono solo apparenti, il che giova ad un ascolto più leggero ed allettevole.
Adottato a nome del gruppo, Garamond è stile di caratteri grafici, simbolo quindi, o meglio sequenza di simboli della stessa natura che non ci espongono direttamente un pensiero, ma alludono passando per il sacro, il sublime, l'inquietante, il leggiadro, il comico il compassionevole. Tutto ciò lo troviamo in questo esordio discografico peculiare, con brani che spaziano nel tempo dal 2001 al 2005, scelta di suoni quasi "vintage" e direi registrazioni finalmente imperfette e funzionali al messaggio sonoro proposto.
Fin troppo facile l'accostamento ad un R.I.O. vagamente canterburiano ma, per fortuna, troppo facilmente definibili non sono. Di certo non li troverete in nessuna popolare hit parade radiofonica e questo, come nel caso, è sinonimo di interessante caratura.
All'ascolto si può essere catapultati in un salto temporale, a collegare flebilmente quel Gran disordine sotto al cielo dei Gramigna del 1979, alle sprititosaggini sonore dei compagni di scuderia Memoria Zero del purpureo Free sdraio di cui pure troverete entusiastiche parole in questo sito.
Un disco poliedrico dall'innegabile fascino, una musica obliqua emanatrice di suggestioni metaforiche di rara intensità.
© Geppo
Dicembre 2007