![]() | Track List: | |
| 1-Soleil noir; 2-L'arche des mutations; 3-Sur les traces du Vieux Roy; 4-La roue; 5-Le festin du Lion Vert; 6-Massa Confusa; 7-Le grand secret; 8-Vol du Phenix; bonus tracks: 9-Armageddon; 10-Robots dans le formol; 11-Chtonos | ||
| Formazione: | ||
| Pierrick Le Bras: guitar, keyboards, vocals; Michel Munier: bass; Philippe Bersan (except 9-11): vocals, keyboards, percussions; Alain Evrard: percussions and keyboards; Patrick Renard: drums (10-11) | ||
| Anno: 1998, Soleil Zeuhl - Durata: 50:50 |
| Recensioni inserite: 1, vai alla recensione di: peppe |
Terrificante! Semplicemente terrificante! Non nel senso dispregiativo del termine, ma proprio per la componente emozionale. L'unico disco degli Archaļa terrorizza per le sue soluzioni nere, per quella chitarra straniante, per quelle ritmiche ossessive che confondono, colpiscono, fanno male. Basta poco per rendercene conto, basta l'incipit Soleil noir, con quella lenta introduzione tenebrosa, scandita dal canto dei gabbiani, quasi da colonna sonora di film horror, e col prosieguo di dark-prog onirico e inquietante. Basso zeuhl, una ricerca timbrica che mescola esperienze passate e suoni moderni, riferimenti psichedelici e kraut-rock, elettronica in dosi misurate ed ecco servita una danza macabra, un rituale nero dal fascino arcano.
E' un jazz-rock lunatico e oscuro, molto oscuro, quello proposto dal trio transalpino e traccia dopo traccia le sensazioni di angoscia tipiche dello zeuhl ci assalgono in continuazione. Non si tratta di quell'ossessivitą tipica della maestositą dei Magma, ma di qualcosa di pił indecifrabile, di qualcosa che si insinua nell'animo dell'ascoltatore e che pian piano fa crescere l'ansia (vedi in tal senso le sensazioni cupe trasmesse da L'arche des mutations, basata sui suoni spaziali-tastieristici). Senza dimenticare i cori assurdi che aprono Sur les traces du Vieux Roy, che diventa poi un originale space-rock con copyright made in Archaļa. E ancora: il jazz-rock nervoso eppure diretto di La roue; i contrasti assurdi di Le festin du Lion Vert, che sembrano quasi precursori di certa new-wave degli anni '80; gli ipnotici e sperimentali suoni di Massa Confusa (titolo azzecatissimo!); Le grand secret e le sue similitudini a Soleil noir; fino alla conclusiva Vol du Phenix, in cui chitarra e percussioni viaggiano liberamente per un effetto davvero particolarissimo.
La ristampa in cd della Soleil Zeuhl offre anche tre bonus tracks (una in studio e due dal vivo), che ben si inseriscono nel contesto e che non fanno perdere affatto omogeneitą al lavoro.
Archaļa č da emozioni forti, Archaļa č bellissimo, Archaļa č a suo modo fondamentale e indispensabile.
Come diceva Oscar Wilde: Questa tensione č insopportabile; speriamo che duri!. E potremmo continuare con la letteratura
Avete mai letto Lovecraft? Ecco, le emozioni scaturenti dalle pagine dello scrittore di Providence possono essere assimilabili a quelle che ci assalgono ascoltando note degli Archaļa!
Peppe
Maggio 2007