Brani:

1-Intro; 2-Proboscide; 3-Egghead; 4-Post office I; 5- XL; 6-Fluidoterapia; 7-Post office II; 8-Sonata; 9-Grog; 10-Post Office III; 11-Dikkop; 12-Animal factory

Formazione:

Marco Calcaprina: trumpet & trombone; Giulio Tosi: bass and some occasionally guitars; Juri Massa: drums.

Additional musicians

Alessandro Froli: sax on 2, 4, 10, 11; Matteo Anelli: double bass on 7, 10; Ivan A. Rossi: electronics, max-msp e doepfer a100 on 1 and samples on 2; Alex Zobel: readings on 4,7, 10.

2008, Lizard Records - Durata totale: 63:39

Junk, ovvero l’unione apparentemente blasfema di jazz, punk e funk. Questo è almeno quanto si propone il trio dei Tom Moto… In realtà le uniche tracce di punk risiedono in una frenesia quasi costante, con ritmi indiavolati, a volte quasi rabbiosi. Nel complesso, invece, siamo di fronte ad un lavoro caratterizzato da un jazz-rock letteralmente di fuoco, che lascia senza respiro, che morde e attanaglia, con i fiati pronti a lanciarsi in lunghe e appassionanti scorribande sonore. Eppure fa capolino uno “spirito” progressive, derivante da un approccio libero e fantasioso, dall’imprevedibilità, dalle variazioni ritmiche continue. Junk è il debutto discografico di una band che parte nel migliore dei modi, con le idee ben chiare, presentando al meglio tutta la foga e la voglia di mettersi in mostra di chi muove i primi passi con sicurezza e la giusta sfrontatezza. Il cd si compone di nove tracce strumentali, in cui la musica scorre via veloce, evidenziando gli insegnamenti di John Coltrane e di Miles Davis, ma soprattutto l’impeto e l’irruenza di John Zorn, o la contaminazione totale zappiana, o, ancora, le pulsazioni furiose dei Ruins, senza disdegnare passaggi che possono ricordare i King Crimson più “violenti”. In altri tre brani, invece, la musica è più d’atmosfera (ma si mantiene parecchio bizzarra) e serve da sottofondo per la recitazione, da parte dell’ospite Alex Zobel, di alcuni passi dell’opera Post office di Charles Bukowski, altro indizio che per i Tom Moto genio e sregolatezza debbano andare di pari passo. D’altronde, per esordire con un album come Junk è necessario far sposare inventiva, talento, apertura mentale e un pizzico non proprio indifferente di follia.

 Peppe

Maggio 2010

 

 

Ultimo aggiornamento (Lunedì 14 Giugno 2010 15:17)