
"Magma doveva nascere. Da parte mia o da parte di qualcun altro. Perché in questo mondo di caos, solitudine, e d'egoismo, Magma doveva nascere, presto o tardi. Coltrane, con la sua opera, mi ha dato la conferma, rivelando in me la forza per compiere questa missione durante la mia vita. La musica Magma è eterna" C. Vander

La storia dei Magma è talmente lunga che meriterebbe la stesura di un libro apposito. Cercherò in questa sede di ripercorrere solo le tappe fondamentali della band francese, focalizzandomi solo sulle origini per capire com'è nata. Ho avuto la fortuna (poiché il caso non esiste... predestinazione?) di ascoltarli nel lontano 1975 (la radio italiana passava queste cose), e l'onore e la costanza di seguire i concerti più significativi degli ultimi 20 anni.

MAGMA - KOBAIA(1970)
Esordio coraggiosissimo ed in grande stile con questo doppio album in cui il gruppo si cimenta in un personalissimo ed infuocato jazz-rock (il leader della band è un grandissimo appassionato della musica di John Coltrane e, specie nei primi album e nelle esperienze soliste e con gli Offering, si sentirà molto l'influenza del grande jazzista). L'opener Kobaia è esplicativa dello stile, che parte da sonorità non distanti dai primi Soft Machine, ma che si personalizza notevolmente, grazie ad una certa aggressività di fondo e a passaggi jazzistici più accentuati rispetto ai primi lavori della Macchina Morbida. Gli strumenti sono pronti ad inseguirsi in labirintiche composizioni (c'è un ricco utilizzo di fiati e ritmiche ossessive) e si affaccia quel cantato tormentoso che rende ancora più particolare il tutto. Particolare perché i testi sono in kobaiano, lingua inventata da Vander con tanto di regole grammaticali e che all'orecchio può ricordare la fonetica dei paesi teutonici. Il concept album ci introduce al mondo di Kobaia, con la narrazione di un viaggio verso questo pianeta e dei preludi alla guerra che ci sarà con la Terra.
1001° CENTIGRADES (1972)
Seconda opera del gruppo, in cui si continua il racconto del mito di Kobaia (il popolo terrestre apprende maggiormente il livello di civilizzazione del pianeta Kobaia e la filosofia dei suoi abitanti, prima che i "venti di guerra" tra i due popoli si acuiscano) attraverso tre lunghi brani in cui il
jazz-rock dell'esordio si combina con qualche influenza zappiana e con le prime soluzioni verso un sound più maestoso, preludio dell'album successivo a nome Magma
UNIVERIA ZEKT: THE UNNAMABLES (1972)
Disco realizzato sotto una sigla diversa, ma da considerarsi a tutti gli effetti un parto dei Magma. Il lavoro risulta più accessibile sia dei suoi predecessori che dei successori, con un jazz-rock abbastanza lineare ed orecchiabile e senza pretese di risultare all'avanguardia. Un album di transizione in un momento in cui i Magma stavano per arrivare ad una svolta importantissima per il loro futuro sound.
MEKANIK DESTRUKTIW KOMMANDOH (1973)
L'apoteosi dei Magma (del prog?)!!! Un album perfetto, che lascia senza fiato, con lo zeuhl che raggiunge il massimo ed insuperato vertice. La musica ha poco del jazz-rock fantasioso di inizio carriera, spostandosi su un sound particolarmente altisonante (anche grazie all'utilizzo di un coro) e decisamente più ostico. Mai più azzeccato fu il paragone con la celeberrima "Carmina Burana" di Orff. La musica è avvolgente, aggressiva, violenta, con qualche raro momento un po' più arioso; le melodie ripetitive ed ossessionanti e l'atmosfera di inquietudine, se non addirittura di tormento e di angustia, pervadono tutti i quasi 40 minuti dell'opera. Vocalizzi esasperati, in quel kobaiano scorbutico all'orecchio, portano ai limiti estremi le corde vocali, con un risultato volutamente quasi "fastidioso". L'entrata in formazione di quell'incredibile bassista che è Jannick Top si sente: il suo strumento è suonato in maniera unica, le note escono potentissime e il suo contributo alla creazione di questa musica angosciante risulta tutt'altro che indifferente. Top e Vander formano così una delle coppie più violente, feroci, geniali ed estrose che si siano mai viste come sezione ritmica. Il concept stavolta è dedicato al profeta Nebehr Gudahtt, che giudica gli abitanti della terra chiedendo loro di purificarsi, dopo le malefatte che hanno provocato danni irreparabili sul loro pianeta, rivolgendosi all'essere supremo Kreuhn Kohrmann.
CHRISTIAN VANDER: WURDAH ITAH (1974)
Da segnalare assolutamente anche quest'album, accreditato al solo Vander, ma in realtà attribuibile ai Magma, visto che sono presenti tutti i musicisti della line-up di quel periodo. Si tratta della seconda parte della trilogia "Theusz Hamthaak" (la terza è "MDK", la prima è, appunto, "Theusz Hamthaak", che apparirà per la prima volta su disco sul live "Retrospektiw I-II" nell'81 e a tutt'oggi non realizzata su album in studio) e ricalca pienamente lo stile di "MDK": uno zeuhl rovente e tenebroso ("Morte della terra" la traduzione del titolo del disco) con i consueti ritmi ossessivi e melodie reiterate che mantengono altissima la tensione.
KOHNTARKOSZ (1974)
Un altro album stratosferico, con i toni che si alleggeriscono appena rispetto al precedente album. L'inquietudine di fondo resta, le ritmiche sono meno ossessive, ma non meno fantasiose e strabilianti, ed è il piano a creare sinistre atmosfere, con una musica più ipnotica rispetto a "MDK". L'andatura è infatti più lenta, dai toni quasi allungati e con melodie meno nervose, ma tutte queste cose non fanno tuttavia venire meno le giuste dosi di turbamento. Si parla di Kohntarkosz, uomo cui sono rivelati i segreti del faraone Emehntet-Re, di cui ha una visione quando scopre la sua tomba.
HHAI - LIVE (1975)
E qui siamo ad un'altra delle vette artistiche dei Magma, grazie ad un live sensazionale, un doppio album in cui manca Top, sostituito in maniera egregia da un altro grande bassista: Bernard Paganotti. Si aggiunge alla line-up anche Didier Lockwood al violino, musicista di grande talento che dona un tocco di classe in più ad una formazione già eccelsa. Le due parti di "Kohntark" tratte dall'ultimo album e gli estratti da "MDK" sono i momenti più entusiasmanti insieme a quell'inedita "Hhai", canzone fenomenale di quasi 9 minuti in cui l'emozione raggiunge il massimo per la drammaticità, il turbamento e l'ansietà che riesce a trasmettere. Uno dei più bei live-album della storia del progressive.
UDU WUDU (1976)
Rientra Top e si sente! Un album movimentato come non mai, la cui punta di diamante è quella "De futura" che occupa l'intero secondo lato e che è interamente scritta dal bassista. In effetti, in questo periodo l'importanza di Top è pari a quella di Vander, al punto che nel tour conseguente a quest'album, il gruppo si esibirà sotto la sigla VanderTop (di queste esibizioni sono recentemente usciti un paio di cd). Le ritmiche sono ossessive e pesanti, i vocalizzi sempre tormentati e c'è un'aggressività non indifferente in tutto l'album, che risulta il più potente e granitico, per la violenza sonora in esso contenuta, della discografia dei Magma
INEDITS (1977)
Album contenente improvvisazioni registrate dal vivo tra il '72 e il '75: jam-sessions, momenti jazz-rock ed altri nel più classico zeuhl esaltati dalla notevole classe dei musicisti per un album di splendida musica, che risente tuttavia di una registrazione non proprio ottimale
ATTAHK (1978)
Il nuovo album in studio mostra i Magma in grandissima forma: un sound ancora altisonante, anche se meno violento rispetto al passato, per merito di composizioni più agili e fluide. Pur allontanandosi dalla maestosità dei precedenti lavori, il climax che si avverte è di assoluto spessore, grazie alla ormai consolidata miscela di suoni che riprendono maggiormente soluzioni jazzistiche e che si arricchiscono per l'occasione anche di un certo gusto etnico.
RETROSPEKTIW III - RETROSPEKTIW I-II (1981)
Tra il 9 e l'11 giugno 1980 i Magma si esibirono in dei concerti a Parigi in cui numerosi musicisti che hanno transitato nelle fila del gruppo si alternarono sul palco. Parte di questi concerti viene racchiusa in questi due lodevoli album dal vivo, in cui classici quali "Theusz Hamthaak", "MDK"
e "Hhai" si alternano ai più recenti "Retrovision" e "LA Dawotsin"
MERCI (1984)
L'album che non ti aspetti: la musica si semplifica notevolmente con abbondanti dosi di funky, il linguaggio kobaiano lascia maggior spazio al francese e all'inglese, si ascolta anche qualcosa di molto vicino al gospel... Non mancano trovate interessanti come "Eliphas levi" che riporta ai fasti del passato, in maniera un po' più soft, ma è troppo poco per salvare un disco che rappresenta l'unico mezzo passo falso dei Magma
MYTHES ET LEGENDES VOL. 1 (1990)
Compilation antologica che contiene brevi estratti di lunghi brani dei Magma, più alcuni singoli. Christian Vander presenta i vari pezzi
KOMPILA (1997)
Compact Disc antologico, corredato da un catalogo di 28 pagine..
FLOE ESSI/EKTAH (1998)
Mini cd contenente due brani inediti in studio.
SIMPLES (1998)
Mini cd contenente i singoli usciti negli anni '70.
THEUSZ HAMTHAAK - Trilogie (2000)
Cofanetto con 3 cd che raccolgono la registrazione dei concerti del trentennale della band, effettuati al Trianon di Parigi il 13 e il 14 maggio del 2000. Viene per la prima volta proposta integralmente la trilogia "Theusz Hamthaak": il primo, omonimo, movimento non ha mai visto una versione in studio, ma è conosciuto per le numerosi versioni dal vivo, eseguite in concerto e presenti in diversi live-album; il secondo movimento è "Wurdah Itah"; il terzo è "MDK". Vander è affiancato da giovani e validissimi musicisti (tra cui i 3/4 di un ottimo gruppo di jazz-rock moderno denominato One Shot), più un coro ed una sezione fiati, e le splendide esecuzioni musicali rendono merito alla grandezza dello zeuhl e dei Magma. Un cofanetto che non deve assolutamente mancare nella cd-teca degli ammiratori della band! Della stessa esibizione sono usciti anche una videocassetta e un DVD.
K.A (2004)
24 anni. E' stanta tanta l'attesa... Il tempo che separa "Merci" dal nuovo album in studio... Ma "K.A" ripaga appieno qualsiasi aspettativa. I Magma tornano alla grande con un lavoro che li riporta ai tempi migliori. La loro nuova opera è vista come l'ideale "anello di congiunzione tra Mekanik Destruktiw Kommandoh e Kohntarkosz" e il contenuto sonoro ne è la più efficace dimostrazione: i ritmi devastanti del passato tornano protagonisti, la musica "celestiale" offre sensazioni contrastanti, a tratti drammatiche e tenebrose, a tratti serene, la ripetitività di certi temi fa emergere quell'ossessività tipica del genere, il cantato corale in kobaiano fa il resto. Un prodotto magnifico, custodito, tra l'altro, in una stupenda confezione cartonata, con un bell'artwork, un foglietto con le foto dei musicisti ed un libretto contenente il testo completo di "K.A". Credo che nessuno potesse sperare in un ritorno migliore!

MAGMA: LES VOIX - Concert 1992 - Douarnenez (1992)
L'esordio della nuova collana vede un progetto particolare dei Magma, denominato "Les Voix". Formazione caratterizzata da un vasto organico di cantanti (8 più Christian Vander), più tastiere, piano e contrabasso e con la batteria del leader che fa solo qualche apparizione fugace. In scaletta
"Emehnteht-Re", "C'est pour nous" (tratta dal primo album degli Offering), un estratto di "Wurdah Itah" ed una breve versione di "Zess", cavallo di battaglia nelle esibizioni dal vivo, di cui parlerò più approfonditamente a proposito del live "Bobino". Non sono i veri Magma, di cui si avverte la mancanza dell'ossessività ritmica, ma la classe c'è sempre e quelle melodie ripetitive e a tratti claustrofobiche mantengono inalterato il loro fascino. Disco interessante e buona registrazione
VANDER -TOP-BLASQUIZ - GARBER: SONS - Document 1973 - Le Manor (1992)
Documento che contiene la registrazione di una session completamente improvvisata, effettuata la notte successiva all'incisione di "MDK". Rumoristico, con le percussioni in evidenza e, se possibile, con vocalizzi ancora più assurdi degli standard dei Magma. Un "mattoncino" non indifferente questa lunghissima improvvisazione difficilmente digeribile anche dagli stomaci più forti
MAGMA: THEATER DU TAUR - Concert 1975 - Toulouse (1994)
Doppio cd con i Magma più classici catturati nel 1975. Christian Vander, coadiuvato da Blasquiz, Lockwood, Federow, Widemann, Gauthier, Paganotti e Stella Vander, ripropone "Kohntarkosz", "Hhai", "Kobaia" e "MDK". Grande musica, registrazione che lascia un po' a desiderare
MAGMA: BOBINO - Concert 1981 - Paris (1995)
Ancora un doppio cd, che ci offre stavolta la possibilità di ascoltare i Magma degli anni '80. Il documento è interessante e anche se con una formazione molto diversa da quella degli anni '70 il gruppo propone un'ora e 40 minuti di grande musica, comprendente anche brani inediti su album. "Hhai", "Retrovision" e "You" sono bellissime canzoni eseguite splendidamente, ma il pezzo forte è senza dubbio la mezz'ora dell'estratto (!!!) di "Zess". Si tratta di una composizione che a tutt'oggi non ha avuto spazio su album in studio, ma che è stato un grande cavallo di battaglia nelle esibizioni concertistiche tra fine anni '70 e inizio '80. L'apertura è affidata ad un'introduzione di tastiere che creano un tappeto su cui si inserisce l'elegiaco e conturbante coro femminile. Dopo quasi 5 minuti di vocalizzi affascinanti le tastiere attaccano con un riff ossessivo ed ipnotico e la batteria si inserisce con un ritmo maniacale. Tastiere e batteria proseguiranno con quest'andatura per tutta la durata del lunghissimo brano con pochissime variazioni ad intervalli semiregolari. In questo contesto, oltre gli interventi sempre precisi dei fiati e, soprattutto, della chitarra, notiamo Vander che si lancia in vocalizzi lunatici, dapprima recitati ed esibendosi poi in un canto ossessionante ricco di variazioni di timbro e tonalità (apprezzabile anche il contributo delle coriste). Basterebbe la presenza di "Zess" per acquistare questo cd, che merita la massima attenzione anche per la discreta qualità audio. Segnalo che di questo concerto esiste anche una interessante videocassetta
MAGMA: THEATRE 140 - Concert 1971 - Bruxelles (1996)
Ancora un doppio cd che cattura i primi Magma, quelli orientati più sul jazz-rock, ma in dirittura di lancio per una musica più potente. Infatti, a fianco di belle esecuzioni di brani dei primi due album si segnala l'interessante la proposta di un'embrionale "MDK" eseguita per la prima volta dal vivo. Belli ed interessanti, quindi, i contenuti, ma nettamente scadente la qualità audio.
MAGMA: OPERA DE REIMS - Concert 1976 (1996)
Spettacolare triplo con esibizione del 1976 proposta dalla stessa line-up di "Theatre du Taur". "De futura", "Kohntarkosz", "Theusz Hamthaak", "MDK" ed una lunga improvvisazione con tanto di assolo di batteria di Vander... Può bastare?
MAGMA: MEKANIK KOMMANDOH (1992)
Registrata nel 1973, si tratta di una versione di "Mekanik Destruktiw Kommandoh" in cui a Christian e Stella Vander, Blasquiz, Garber, Manderlier e Lambert si aggiunge il coro dell'orchestra Storchhaus che rende, se possibile, ancora più maestosa l'opera in questione. Un'altra versione straordinaria dell'opera più nota dei Magma.
MAGMA: BBC 1974 - Londres (1999)
Interessantissimo documento registrato per la celebre radio britannica il 14 marzo 1974. Belle versioni di "Theusz Hamthaak" e "Kohntarkosz" in quasi un'ora di musica da parte di un gruppo in grande spolvero (Vander, Blasquiz, Olmos, Grailler, Bikialo e Top)
Maggio 2005