TRATTO DA "CIAO 2001" n° 29 -1981
articolo selezionato da Geppo
Giacomo Mazzone intervista Fred Frith dopo un concerto tenuto a Roma.
D. Partiamo un attimo dalle fondamenta. Cosa è successo esattamente nel '77 quando Henry Cow ha smesso di esistere?
R. lo scioglimento era nell'aria già da diverso tempo perchè troppi problemi si erano concentrati al nostro interno. Io però insieme a Chris Cutler sono stato ii primo a farlo notare ed a proporre di porre fine anche formalmente a quell' esperienza musicale che aveva 10 anni di vita. Ouesta decisione mi ha molto abbattuto ma la ritenevo inevitabile.
D. Dopo però sono venuti Art Bears...
R. Si è trattata di un'esperienza solo discografica e dopo due anni abbiamo deciso di lasciar perdere anche quella. Anche questa seconda decisione mi è costata molta sofferenza.
D. Come mai ad un certo punto hai deciso di trasferirti negli USA?
R. Non è stata una vera è propria decisione. Nell'ottobre del '78 Giorgio Gomelski, quello degli Stones, organizzò un grande festival a New York e chiamoò gli Art Bears a parteciparvi. Il gruppo però già allora non esisteva più e Chris già suonava con David Allen. Declinammo quindi l'invito ma Gomelski lnsistette tanto per vedermi che andai a New York da solo per tre giorni per incontrarlo. Con lui non conclusi nulla di concreto, ma mi accorsi che lì c'erano grandi possibilità di lavorare e vi tornai sempre più frequentemente fino a che non mi sono sposato con Tina e non mi è nato questo figlio, che mi ha definitivamente convinto a trasferirmi a New York.
D. Che situazione hai trovato in America?
R. A differenza che in Europa, dove 1'esplosione del punk ci aveva completamente spiazzati a tolto molte possibilità di lavoro, in America ed a New York in particolare la situazione per noi era ottima. I musicisti inglesi invece, chissà perchè, sono convinti che gli americani siano del sottosviluppati, capaci solo di ascoltare, che sò, James Taylor o i Kiss.
D. Cosa intendi per "situazione ottima"?
R. Beh: gli Etron Fou Le Loublan hanno fatto un tour di 15 date nei club universitari che è andato molto bene. I musicisti dell'area jazzistica europea come Evan Parker, Peter Brotzmann o Derek Bailey vengono spesso negli USA per dei concerti o dei seminari. Il mio disco "Gravity" ha venduto 7.000 copie nonostante fossi praticamente uno sconosciuto, parecchio più di quanto non avrei venduto se fossi rimasto in Inghilterra.
D. Ti senti un "rocker"?
R. Da una parte non vorrei esser considerate un musicista rock parchè non mi sento realmente tale, dall'altra mi piace esser considerate tale perchè è l'unica musica non accademica che sia rimasta. Il rock può esser "reazionario" quando si cerca di imporlo alla gente, ma è irriducibilmente in opposizione; il nostro lavoro come Henry Cow ed il mio da solo, consiste proprio in questo: sottrarre quanto più è possibile della "nostra" musica alle "loro" mani. Mentre il jazz è oramai universalmente accettato nel mondo della cultura, il rock (per fortuna) ancora no.
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